chiedo alla vita 3 cose..soldi, successo e una chitarra possibilmente accordata!buca la vita che gli altri ti hanno gonfiato…bucala e lascia che il tuo mondo viva..del tuo fiato!..4tu..è quello che oggi non riesco a immaginare che domani voglio fare…4tu
“quando noi diciamo qualcosa spesso e volentieri è una mediazione tra quello che effettivamente vogliamo dire e quello che la gente vuole sentirsi dire…quello che ci frega è il voler piacere a tutti i costi ed è per questo che usiamo parole ricercate, soppesate, colorate, correte per fare bella figura essenzialmente….usiamo la metrica del pensare secondo convenzione, ossia diciamo quello che ci conviene….e facendo così è come se ogni volta inconsciamente dicessimo anche “agli ordini” “si signore”….insomma diventiamo servi dei sorrisi di circostanza,dei complimenti standard,delle faccine sorridenti messe ad ogni domanda Voglio levare il filtro ad ogni mia opinione…la voglio nuda, cruda e che faccia male…voglio aprire il microfono, alzare il volume dei miei pensieri e farveli ascoltare senza effetti, belli diretti,….senza nessun silenziatore…..devono fare RUMORE!!! del resto preferite una sporca verità..o un cumulo di stronzate che hanno un buon odore?”
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”….lei si avvicinò piano e appoggiò dolcemente sulle sue labbra un sospiro…lui lo prese e da allora quello divenne il suo respiro…”
“C’era una volta un regno ai confini del mondo dove la vita scorreva tranquilla e placida grazie a re Autunno un sovrano mite e buono che vestiva sempre con un lungo mantello color rossastro e un morbido cappello giallo che gli copriva parte del volto…era un re forse un po’ troppo nostalgico che viveva in attesa del tramonto e di quel vento tiepido che ogni qual volta arrivava portava i silenzi mancanti di un ricordo.. ma questo è un altro racconto…suo figlio, il principe inverno, invece era l’opposto… rigido,scontroso, amava il freddo, la pioggia battente, il ghiaccio e il gelo..odiava tutto ciò che era colorato…lui voleva un mondo in bianco e nero…e aspettava impazientemente il giorno in cui si sarebbe seduto sul trono per portare a compimento questo suo piano……e putroppo non aspettò molto… il re infatti era vecchio e verso la fine di un dicembre particolarmente spento quando anche l’ultima foglia cadde dagli alberi Autunno chiuse per sempre gli occhi….E fu così che scese la notte a coprire le impronte di tutti i tramonti ..una notte lunga, una notte che sembrava eterna, una notte senza titoli di coda perchè Inverno appena prese il potere come prima cosa mandò in esilio il sole e rinchiuse la luna in un angolo del cielo in modo che non se ne potesse più andare …poi vietò tutti i colori e odiando anche ogni forma di calore mise al bando la cosa che più scaldava le persone…l’amore…quindi basta baci, basta carezze, basta brividi sotto pelle basta sospiri e tenerezze…L’affetto divenne proibito…ma quel mondo andava pur popolato e per fare questo il re sceglieva a caso tra uomini e donne, si divertiva a fare un assurdo gioco delle coppie come se ogni bimbo nato dovesse essere figlio unicamente della sorte…..e se invece era frutto di un sentimento?..questo si chiedeva Cleo mentre si accarezzava dolcemente il grembo….la risposta la sapeva già…ma pensava ad altro..pensava a quando aveva visto per la prima volta marco..era ai bordi di un campo fermo a fissare un punto in alto, e guardava a destra e a manca sbuffando..sembrava un matto.. all’improvviso si girò come se si sentisse spiato, la vide e disse.. “beh…vuoi stare lì ferma o vuoi darmi una mano a ritrovare i nostri sognì che si son persi da qualche parte nel cielo?”….lei si avvicinò piano e appoggiò dolcemente sulle sue labbra un sospiro…lui lo prese e da allora quello divenne il suo respiro…passarono mesi a cercarli e a cercarsi,a confondersi tra la gente per poi sfiorarsi, ad aspettarsi per poi baciarsi con gli sguardi, a immaginarsi, a conservare gelosamente attimi di gioia che servivano poi per asciugare i pianti..…a crederci e credersi più forti di chi non li voleva innamorati …e quel sogno alla fine lo travarono…aveva il suono di un piccolo battito che cominciava a farsi sentire, un toc toc fatto alle porte della vita in attesa di entrare..… e mentre cleo era ancora assorta nei suoi pensieri Marco ascoltava da una posizione previlegiata il rumore che fa la felicità quando sta per arrivare…finchè…è una bimba disse sottovoce…è una bimba ripetè con tutto il fiato che aveva dentro..cleo si destò dai suoi silenzi e con un tono tra lo stupito e il divertito gli chiese da cosa l’avesse capito..ma lui ormai era in un altro posto, oltre le nuvole, oltre tutto….del resto non puoi fermare l’entusiasmo di un futuro papà quando comincia a immaginarsi la figlia che verrà… ………e continuò così a parlare..….lei sarà la prima vera storia di un mondo che ritroverà la voglia di sognare..la prima vera goccia di libertà che riuscirà a dissetare chi non si sa accontentare…la prima vera sensazione che qualcosa possa finalmente cambiare…la prima vera emozione nata da un amore e libera di amare…lei sarà primavera lei avrà questo nome..disse Marco con una tale convinzione che quelle parole divennero per cleo un fuoco che cominciò a bruciare tutte le sue paure……con lui al suo fianco avrebbe superato ogni sfida…ora ne era sicura…si abbracciarono e i loro corpi si bagnarono..erano le lacrime di una luna che quella notte brillò come non aveva mai fatto prima…mentre il sole da lontano fece arrivare un raggio come a dire….ci sono anch’io se avete bisogno……La bimba nacque in un giorno insolitamente caldo verso la fine di marzo..e fu la prima vera scintilla di un domani diverso……..”
CD: “Ad est dei miei sogni” & “Sono solo piccole storie”
“In un tempo molto molto lontano c’era un posto che ora verrebbe considerato completamente fuori dal mondo dove seguire la moda del momento non voleva dire possedere l’ultimo modello di cellulare ma semplicemente stare assieme..si trovavano tutti nella grande piazza del centro…i piccoli giocavano con la palla… i grandi invece si raccontavano la loro vita in diretta senza averla già da qualche altra parte letta…e prima di tornare a casa c’era un tappa obbligata..la bottega di miss oh..la cioccolataia del paese…i bambini spingevano lì i genitori quasi a forza perché sapevano che per loro c’era sempre una sorpresa pronta…entravano, chiudevano gli occhi e si ritrovavano tra le mani cioccolatini di ogni forma…albero, fiore e pure nuvola gonfia di pioggia…la fantasia di miss oh era sconfinata…quindi dicevano in coro..”grazie nonna”..e lei faceva finta di arrabbiarsi rispondendo..”beh mica sono così vecchia!!”……e nel loro sorriso c’era la sua ricompensa….
Poi quando anche l’ultimo bimbo usciva dalla porta lei contenta ma esausta si sedeva davanti a una finestra e lasciava entrare un’ abitudinaria brezza di tristezza…per quel figlio tanto voluto ma non ancora arrivato….ci provavano da anni lei e il marito, un uomo di pochissime parole ma buono come il pane ma niente, quasi fosse una maledizione..quasi non fosse destino poter dare il nome che avevano già scelto in onore a quel piccolo che se n’era andato troppo presto alla più grande di tutte le gioie del mondo….ma lei mai si diede per vinta…sapeva che dietro a ogni sogno che si realizza c’è sempre una persona che dopo averle provate tutte ancora non molla.. ..e ogni notte prima di andare a dormire quando il silenzio dei suoi pensieri copriva il rumore dei suoi desideri prendeva la mano del marito se la portava sul cuore e chiedeva un dono a chi abitava lassù nel giardino di nuvole dove dorme il sole …ma più passava il tempo più sembrava che nessuno la volesse ascoltare…e la speranza lentamente sfumavana nella rassegnazione…finchè una mattina si svegliò cambiata…..stranita….. non le servì nessuna certezza ..lo sapeva e basta…aveva addosso quella strana sensazione di abbondante felicità che può capire solo una mamma… ….si alzò di fretta , scrisse quel famoso nome su un pezzo di carta poi ritagliò ogni singola lettera e le chiuse dentro un pezzo di cioccolato che per l’occasione modellò come se fosse una pancia un po’ arrotondata….mise tutto vicino a suo marito che ancora dormiva ignaro della bella notizia….quando si svegliò trovò lei che se ne stava zitta zitta e vicino a lui questa forma di cioccolato strana…sembrava un uovo ….lui la guardò e lei gli prese la mano e se la portò come sempre sul cuore…. ….lui non capiva… scosse un po’ quello strano uovo per vedere se era pieno e sentì che all’interno c’era qualcosa…lo apri in due e trovò dentro dei piccoli foglietti…continuava a non capire…lei allora con la sua mano toccò il suo cuore……lui si mise a giocare con le lettere finchè E. M…A…N……U….E…..……..non finì nemmeno quello che aveva iniziato a dire…..ad un tratto capì….e guardandola dritto negli occhi aggiunse solo…un oh… un oh che sapeva di gioia, di soddisfazione,di lacrime dolci che sciolsero tutte le paure e di quel brivido unico che solo un padre può capire…lei gli prese la mano e gli fece accarezzare il frutto del loro amore…..
9 mesi dopo nacque Emanuele….. e da allora un po’ di lui rinasce ogni volta che un bambino esclama un oh di stupore quando apre l’uovo e grazie a una piccola sorpresa impara a sognare….oppure quando un adulto montandola e rimontandola si ricorda di saperlo ancora fare…”
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